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Quarantadue bocce colpite su quarantasei lanciate nel tiro progressivo e quarantotto su cinquantacinque nella staffetta con Marika Depetris: questi i due score totalizzati da Serena Traversa, atleta classe 1998, nell’incontro che la scudettata Borgonese ha disputato, lo scorso 28 marzo, contro la Forti Sani.

Campionessa piemontese di Villar Focchiardo, la ventiduenne ha all’attivo due scudetti, quattordici titoli italiani, undici record italiani, un titolo europeo, un record mondiale e diversi piazzamenti, un argento mondiale nella staffetta, un argento mondiale nella staffetta, due bronzi mondiali nella staffetta e nel combinato e un bronzo europeo nella staffetta.

 

“Ho iniziato a giocare a bocce seguendo mio fratello – il ricordo di Serena TraversaUna volta entrata in campo è sbocciata immediatamente la passione e dal campo non sono più uscita. Credo che i ragazzi debbano lasciar perdere i pregiudizi e provare a giocare. Lo sport delle bocce ti regala grandi emozioni, ma per provarle devi entrare in una corsia di gioco. I pregiudizi sono difficili da superare, ma io dico ai ragazzi e alle ragazze di provare a giocare. Sono certa che, una volta entrati in un bocciodromo, non se ne esce più”.

 

Traversa ha iniziato a giocare alla Borgonese, società per la quale è stata tesserata dal 2004 al 2009, per poi indossare le casacche della Veloce Club, della Bocciofila Auxilium, della Zerbion, prima di tornare a casa alla Borgonese, squadra con la quale ha vinto uno scudetto Under 18 e due in serie A.

 

“Lo sport è sacrificio – le parole di Serena TraversaIo mi alleno tutti i giorni sulla parte atletica e corro sia su strada che nei campi, giocando a bocce un paio di volte a settimana, oltre agli impegni agonistici. La passione è fondamentale in ciò che si fa. Anche in questo periodo particolare, l’importante è giocare. È vero che un bocciodromo senza spettatori è triste, ma riprendere le attività era fondamentale. Non appena possibile saremo pronte a riabbracciare il nostro pubblico di appassionati”.

 

Serena Traversa ha giocato anche in Francia, al Saint Vulbas, “un’esperienza formativa importante per il mio percorso di crescita sportiva, professionale e umana”, il suo pensiero.

“Ho potuto notare come in Francia, a tutte le latitudini, le bocce siano considerate uno sport – ha concluso Serena TraversaLa Federbocce, col presidente Marco Giunio De Sanctis, ha messo in atto una serie di cambiamenti per portare quella mentalità sportiva a tutti i livelli. È importante superare il concetto da gioco a sport, considerando che, per troppo tempo, in tanti hanno considerato le bocce come un gioco”.

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Nelle foto, Serena Traversa con la maglia della nazionale e con la casacca della Borgonese negli scatto di Dante Bonino

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