Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

Visualizza la Privacy Policy Approvo

La stagione si stava rivelando proficua per il campione italiano assoluto in carica, Roberto Moi. La sospensione dell’attività, a causa dell’emergenza coronavirus, ha scompaginato i suoi piani: “Ho vinto la nazionale di Scanzorosciate e ottenuto piazzamenti importanti, mentre in campionato abbiamo lottato per la promozione”. Nato a Pirri trentasei anni fa, l’atleta cagliaritano milita nella Galligel.

 

Lo scorso settembre ha conquistato il suo primo titolo italiano assoluto. “Successo inaspettato e bellissimo. Penso sia stato un segno del destino, perché ho affrontato avversari fortissimi fin dalle fasi eliminatorie. Fisicamente, però, stavo bene e ho acquistato fiducia in me stesso partita dopo partita: ripetersi, comunque, sarà difficile”. Moi si è avvicinato alle bocce da bambino: “Avevo cinque anni e mio papà si occupava del settore giovanile della società di Pirri. Frequentavo l’oratorio e poi andavo a vederlo giocare al circolo: è partito tutto in quel periodo”.

 

È quindi approdato al C.B. Cagliari, con cui ha esordito in Serie B all’età di diciassette anni. La sua carriera è proseguita a Sassari, tra Serie C e Serie B, infine il ritorno a Cagliari: “La titolare della Termosolar, Linda Pintabona Cipriano, aveva costruito una squadra molto competitiva, grazie alla quale abbiamo raggiunto la massima serie in soli due anni. È stata un’esperienza indimenticabile. Il primo anno avevamo mancato la promozione perdendo i playoff contro l’Aper, mentre l’anno successivo siamo riusciti a coronare il nostro sogno”. Dopo Cagliari si è trasferito all’Edera Marsala, infine alla Galligel. “Non so se riuscirò a mantenere la categoria A1. Purtroppo le distanze geografiche non mi permettono di partecipare a tutte le gare. Io comunque non demordo”.

 

Prima della pandemia si allenava almeno due o tre volte alla settimana: “Riprendere non sarà facile, tuttavia ho la fortuna di entrare subito in partita, anche dopo un periodo di inattività”. I suoi colpi preferiti: “Il tiro sottomano, mi piace anche quello di volo e negli ultimi anni ho perfezionato pure l’accosto”. Il suo mito? “Il mio compagno di squadra Carlo Farris, che ha fatto la storia della Sardegna. Sogno anche di indossare la maglia azzurra, fosse solo per uno stage: sarebbe un onore per me e una gioia per i sardi”.

jQuery(window).on('load', function() { new JCaption('img.caption'); }); jQuery(function($){ initTooltips(); $("body").on("subform-row-add", initTooltips); function initTooltips (event, container) { container = container || document;$(container).find(".hasTooltip").tooltip({"html": true,"container": "body"});} }); jQuery.urlShortener.settings.apiKey='AIzaSyB9Z_0jbJ4-cZAis8KkEgZE2iGWFTQd8nE'; jQuery.urlShortener({ longUrl: "", success: function (shortUrl) { //shortUrl -> Shortened URL jQuery("meta[property='og:url']").attr('content',shortUrl); href=jQuery("#twitterhref").attr('href'); jQuery("#twitterhref").attr('href',href+'&url='+shortUrl); }, error: function(err) { alert(JSON.stringify(err)); } });