Si è conclusa a Tirrenia la due giorni di FIB Toscana al Festival della Robotica 2026, evento organizzato da TechCare con  Università di Pisa, Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa, Comune di Pisa e Fondazione Stella Maris, che ha animato il Centro di Preparazione Olimpica CONI con convegni, laboratori e dimostrazioni sportive. La Federazione Italiana Bocce CR Toscana lascia il CPO con la soddisfazione di chi ha portato il proprio contributo in modo pieno, su più fronti. Partner ufficiale dell’evento, FIB Toscana ha partecipato fin dalla cerimonia di apertura, alla presenza delle autorità, tra cui il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, confermando il ruolo della Federazione e della Boccia Paralimpica non solo come realtà sportiva ma come soggetto attivo nel dibattito sull’inclusione e sulla disabilità. La partecipazione di FIB Toscana è stata fortemente voluta dal suo Presidente Giancarlo Gosti, il quale, fin dal primo contatto con il Direttore Scientifico dell'evento, il Prof. Mauro Ferrari dell'Università di Pisa, ha colto l'importanza dell'evento e il valore della presenza della Federazione e della sua disciplina più inclusiva.

 

Uno dei temi centrali di questa edizione del Festival, tecnologie e soluzioni per la disabilità in età evolutiva, ha attraversato ogni convegno, ogni laboratorio, ogni dimostrazione in campo. Un tema urgente e profondo, che ha chiamato a raccolta ricercatori, medici, istituzioni e associazioni da tutta Italia. In questo contesto, la Boccia Paralimpica ha dimostrato di essere molto più di una disciplina sportiva: è una risposta concreta e immediata alle domande che il Festival si poneva.

 

La presenza di FIB Toscana nei convegni è stata affidata a Edoardo Ghezzani, formatore FIB, Istruttore Paralimpico e dottorando dell’Università di Pisa, che ha portato la voce della Boccia Paralimpica nei luoghi in cui si costruisce cultura. Venerdì, nel convegno "Oltre le barriere: esperienze inclusive tra gioco, sport e comunità", il suo intervento "Il paralimpismo nelle bocce: una opportunità di inclusione e agonismo" ha illustrato come questa disciplina sappia aprirsi a chi vive le disabilità fisiche più gravi, restituendo a chi la pratica autonomia, autostima e appartenenza a una comunità. Sabato, con il laboratorio "Laboratorio sui pregiudizi e preconcetti legati alla disabilità", ha guidato studenti di diverse età in un percorso di riflessione critica sugli stereotipi, usando strumenti semplici per smontare rappresentazioni spesso riduttive della disabilità. Un contributo che ha saputo unire la competenza del tecnico sportivo con quella del formatore, in un contesto dove le due dimensioni si sono rivelate perfettamente complementari.

 

La palestra del Centro di Preparazione Olimpica, uno spazio che ha visto allenarsi generazioni di campioni olimpici italiani, ha ospitato venerdì pomeriggio la prima sessione di dimostrazione. Il coordinatore Boccia Paralimpica Toscana Claudio Costagli e gli Istruttori di 1° Livello Francesca Pasella, Alessandro Pecori, Edoardo Ghezzani, Gabriele Reitano e Mario Borsellini hanno condotto un pomeriggio capace di coinvolgere il pubblico presente, soprattutto i più giovani. In campo sono scesi gli atleti delle società UILDM Pisa Sporting Bowls, Happy Wheels Livorno e PoHaFi, che hanno saputo trasformare in meraviglia la scoperta della Boccia Paralimpica. Vedere da vicino la precisione di un lancio, la concentrazione di un atleta, la strategia che si costruisce, ha prodotto esattamente l’effetto che ci si augurava: curiosità, rispetto, voglia di saperne di più e soprattutto tanto tifo. Sul campo a fianco gli atleti con disabilità intellettivo-relazionale hanno dato una dimostrazione di Bocce Paralimpiche DIR, stupendo il pubblico per le loro capacità e per il loro spirito: atleti veri.

 

Sabato, è stata la volta delle scuole. I giovani atleti Ethan Garcia, Chiara Calcinai e Tiziano Palese con il loro istruttore Claudio Costagli hanno preso per mano gli studenti del territorio, guidandoli alla scoperta della disciplina direttamente sul campo. Provare a lanciare, capire le regole, stare vicino a un atleta paralimpico e giocare insieme a lui: esperienze che lasciano un segno ben diverso da qualsiasi lezione o spiegazione.

 

Se c’è un filo che ha legato tutte le attività di questi due giorni, è la convinzione che lo sport possa essere uno strumento educativo e terapeutico di primissimo ordine, soprattutto nelle fasi più delicate della crescita. La Boccia Paralimpica, in questo senso, è una disciplina ideale, regalando emozioni vere fin dal primo lancio. Nata proprio per atleti con le disabilità fisiche più gravi, è capace di restituire competitività e protagonismo a chi spesso ne viene escluso. Per un bambino in questa condizione, poter gareggiare su un campo vero, con gli stessi strumenti di un atleta federale, significa qualcosa di enorme. Per un bambino senza disabilità che si trova a giocare fianco a fianco con loro, significa qualcosa di altrettanto importante.

 

È questo il messaggio che FIB Toscana, attraverso la Boccia Paralimpica, ha portato al Festival della Robotica 2026: che l’inclusione non è un valore astratto da celebrare nei convegni, ma una pratica quotidiana che si costruisce un lancio alla volta, su un campo di dodici metri e mezzo per sei, con una boccia colorata tra le mani.

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