“Identikit”: la rubrica che racconta i dirigenti della FIB. Ecco l'intervista di Francesca Di Folco: 

 

NOME: FRANCESCA 

COGNOME: DI FOLCO

LUOGO E DATA DI NASCITA: 07/01/95, SORA

PROFESSIONE: DIRIGENTE SPORTIVA

DELEGA: CONSIGLIERE FEDERALE

 

Come ti sei avvicinata alle bocce e cosa significa questo sport per te, prima ancora dei ruoli istituzionali?
«La mia passione per le bocce nasce prestissimo, praticamente da quando ho memoria. Vengo da una famiglia di giocatori di pétanque, quindi questo sport è stato sempre parte della mia vita, condiviso con la mia famiglia e, oggi, anche con il mio compagno Giorgio, che è un grande appassionato. Le bocce per me significano tanto: non solo divertimento e competizione, ma anche relazioni, crescita personale e momenti di condivisione. È grazie a questo sport che ho conosciuto il mio compagno di vita e ho potuto costruire esperienze che mi hanno portata dove sono oggi».

 

Il tuo percorso nella FIB è davvero ricco: arbitro, fondatrice di ASD, consigliera regionale e poi federale. Come sei riuscita a intrecciare così tanti ruoli e responsabilità in così poco tempo?
«Il mio percorso ufficiale nella FIB è iniziato nel 2018, anche se nel 2017 ero già tesserata come atleta nella specialità pétanque. Ho iniziato come arbitro provinciale, poi regionale, e ho avuto l’opportunità di arbitrare competizioni di alto livello, dal nord Italia fino a gare nazionali e internazionali. Parallelamente, con tutta la mia famiglia e un gruppo di amici, abbiamo fondato una ASD, di cui sono diventata Presidente, promuovendo la pétanque nel Lazio. Nel 2020 sono diventata Consigliera Regionale con delega per la stessa specialità, e dal 2024 sono Consigliera Federale con delega nazionale. È stato un percorso costruito passo dopo passo, unendo pratica, organizzazione e passione, sempre con l’idea di restituire qualcosa allo sport che mi ha dato tanto».

 

La tua passione per la pétanque ti ha portata quindi a fondare una società sportiva e a promuovere la disciplina nel Lazio. Qual è la soddisfazione più grande che ti ha dato questa esperienza?
«Vedere la crescita della pétanque nel centro Italia è stata una soddisfazione enorme. Quando abbiamo fondato la ASD, nel 2018, l’attività era ancora molto limitata, e oggi abbiamo un movimento vivo, con ragazzi e adulti che si avvicinano a questo sport. Il fatto che la nostra società sia stata tra i promotori principali della disciplina nel Lazio e che oggi ci siano nuclei pronti a crescere al livello nazionale è la conferma che gli sforzi di squadra, la passione e la dedizione pagano sempre».

 

Con le Commissioni Alto Livello e Sport per Tutti Pétanque stai lavorando per far crescere la disciplina su tutto il territorio. Qual è il filo rosso che guida il tuo lavoro e i tuoi progetti?
«Il filo conduttore è la valorizzazione di ciò che esiste e la crescita dei nuclei ancora poco seguiti. La pétanque è uno sport internazionale, giovane e inclusivo: può avvicinare nuovi tesserati, soprattutto ragazzi, e far crescere l’interesse verso tutte le discipline della FIB. Il nostro obiettivo è ampliare la partecipazione, creare eventi e occasioni di confronto, e fare della pétanque uno strumento di promozione educativa e sociale».

 

Oltre allo sport e alla natura, hai intrapreso un percorso professionale nuovo e affascinante al CIP. Come sta arricchendo la tua esperienza personale e sportiva?
«Il lavoro al CIP mi sta permettendo di scoprire il mondo, per me nuovo, del paralimpico, della disabilità e dell’inclusione sotto un’altra luce. È una crescita personale incredibile e arricchisce anche la mia esperienza nello sport, perché mi insegna ad ascoltare, comprendere e creare spazi inclusivi per tutti».

 

E poi c’è la tua passione per la natura che ti accompagna da sempre. In che modo influisce sul tuo modo di vivere lo sport e le bocce?
«La natura è una parte fondamentale della mia vita: sono laureata magistrale in Scienze Naturali, continuo a studiarla, viaggio per conoscerla meglio e spesso mi aiuta a ricaricarmi mentalmente. Tutto questo si riflette anche nel mio approccio alle bocce: vivo lo sport con curiosità, attenzione e rispetto per chi partecipa, ma anche con entusiasmo e voglia di creare esperienze significative».

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