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Ribadiamo un concetto semplice e chiaro: è una vera fortuna essere appassionati di bocce.

Nel corso degli anni, infatti, abbiamo assistito a gesta sportive eclatanti, degne dei più prestigiosi palcoscenici.

Le bocce sono uno sport vero. Da sempre: sin da quando, nell'epoca di quello che chiamiamo "boccismo romantico", abbiamo avuto la fortuna di ammirare campioni di assoluto livello.

Due di loro si potrebbero definire, con giusta ragione, i precursori del boccismo moderno. Ci riferiamo a Carlo Figini (o Figgini, ma questa del cognome è una storia che magari racconteremo in altra occasione) e Pierino "Lupo" Rosada.

Carlo Figini, nato a Voghera e residente a Godiasco - un paesino che si trova nella bassa fascia collinare del dolce Oltrepò Pavese - ha avuto la lungimiranza di intuire che lo sport boccistico avrebbe potuto consegnargli una vita migliore: con coraggio si è trasferito a Milano, dove ha trovato lavoro proprio grazie alle bocce.

Non solo. È stato tra i primi a comprendere che il talento non gli sarebbe bastato per competere ai massimi livelli: era indispensabile coltivare il proprio talento con sacrificio quotidiano e duri allenamenti.

E così, il Carletto Figini, prima di andare al lavoro, ogni giorno s'imponeva una salutare corsetta; nel tardo pomeriggio, dopo aver eseguito una serie di esercizi fisici, si recava alla bocciofila Cimbali, o al bocciodromo comunale XXV Aprile, per effettuare le "ripetute" tecniche, specie nella bocciata, punto forte del campione.

Anche Pierino "Lupo" Rosada, con le sue mille vittorie, ha attraversato da protagonista mezzo secolo di storia delle bocce, contribuendo all’affermazione e allo sviluppo del nostro sport.

Lo hanno applaudito migliaia di tifosi sulle corsie dei bocciodromi sparsi in ogni parte d’Italia.

Più volte capitano della nazionale azzurra, Rosada ha avuto inoltre un grande merito: è stato proprio lui, infatti, il primo giocatore in assoluto a considerarsi un vero professionista delle bocce e, quindi, a comportarsi come tale, intuendo - già negli anni '60 e '70 - quanto fosse importante costruire un continuo e duraturo rapporto con imprenditori/sponsor capaci non solo di organizzare gruppi boccistici caratterizzati da una razionale ed efficace struttura societaria, ma anche in grado di approntare manifestazioni appetibili sotto il profilo del monte/premi e, soprattutto, di sostenere finanziariamente i giocatori più rappresentativi.

In fondo, a pensarci bene, tra il boccismo romantico del secolo scorso e il boccismo robotico di oggi, che richiede ai campioni dell'Alto Livello una rigorosa preparazione atletica e psicologica, la differenza è forse più sottile di quanto non appaia...

 

 

Nella foto in alto, Rosada accosta in maglia azzurra. In basso, Carlo Figini

 Carletto Figini

 

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