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Dalla storica sede lungo la cinta a nord-est delle mura romane adiacenti alla Torre del Balivo, per arrivare, dopo il peregrinare di sede in sede, sino alla casa permanente nel bocciodromo comunale, l'ottantacinquenne Aostana ha mantenuto integre le sue caratteristiche di società vivace e intraprendente, coniugando l'attività agonistica con quella sociale e divulgativa, mirata ai giovani in età scolare.

 

“All'inizio degli anni settanta – aggiunge il presidente Leo Bianquin – per ragioni di natura commerciale la società dovette emigrare. Quelli che seguirono, furono i momenti peggiori. Ritrovarsi senza sede non fu facile da assorbire, ma proprio nelle difficoltà i soci mostrarono tutto il loro attaccamento ai colori sociali, e pur migranti, anche i giocatori diedero il meglio nelle varie competizioni, ottenendo pure lusinghieri successi. Finalmente, a fine anni novanta, l'insediamento nel ristrutturato bocciodromo comunale, diventato la nostra sede naturale“.

 

Nelle parole di Leo Bianquin, il massimo responsabile più longevo nella storia del club valligiano, traspare il sentimento di appartanenza a un sodalizio che lo vide riprendere (dopo il biennio '87-'88) le redini dell'Aostana, mantenendo la presidenza sino ad oggi. Bianquin ha avuto un ruolo di rilievo nell'operazione sopravvivenza quando non c'era più sede e nella successiva spinta trovando le necessarie risorse umane e finanziarie.

 

“Il nuovo impianto di piazza Tzamberlet – prosegue il presidente – con otto campi coperti e otto scoperti, ci consente di adempiere soprattutto alla nostra funzione sociale, accogliendo sia nella stagione invernale che estiva, non solo i praticanti della disciplina sportiva del volo, ma anche i soci, soprattutto quelli anziani , che svolgono attività amatoriale o trovano lì un punto di aggregazione importante. Naturalmente stiamo proseguendo nell'impegno verso i giovani. Siamo l'unico punto di riferimento nell'alta e media Val d'Aosta. Da qualche anno alla quarantina di appartenenti a tutte le categorie dell'attività agonistica, si sono aggiunti 54 tesserati provenienti dalla scuola bocce. Sino al momento della chiusura a causa del coronavirus, erano attive due classi delle scuole elementari del plesso Plan Felinaz. Li seguivamo io con l'istruttore Gregorio Rigolino, affiancato da Mauro Mongiovetto, attuale presidente del Comitato valdostano. Dopo una quindicina di lezioni in palestra, perfezionavano i gesti tecnici sui campi. Uno dei prodotti del nostro settore giovanile è Mattia Gallo, classe 2005, che ha già esordito nel campionato di Promozione disputando tutti i tiri progressivi. Ma l'Aostana è attenta anche alla disabilità. Da un paio di anni seguiamo i ragazzi in carrozzella dell'Associazione Orchidea, guidati dalla coordinatrice Mussone. Frequentano il bocciodromo il martedì, ogni quindici giorni“.

 

Dopo aver rilanciato l'attività agonistica di alto livello e raggiunto la massima categoria nella stagione 2006/2007, l'Aostana era attualmente impegnata nel campionato di Promozione, oltre a quello di Seconda Categoria. Attività bloccata dallo stop imposto anche al mondo sportivo.

 

“Fortunatamente all'interno della società – sottolinea Bianquin – non abbiamo avuto casi gravi di contagio. Per non perdere il contatto con la base, ci siamo tenuti aggiornati con il nostro gruppo su whatsapp. Non so come andrà a finire, ma se si riprende dall'interruzione si accavallano due stagioni. Personalmente ritengo che ci siano problemi molto più importanti e starei ancora un po' tranquillo. Ho l'impressione che si stia perdendo di vista l'aspetto più importante del nostro sport, che non è solo alto livello, ma soprattutto funzione sociale. La più importante di tutte le discipline. E chi frequenta i nostri circoli sa a cosa mi riferisco“.

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