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Sabato 2 marzo, sulle corsie del Gruppo Boccistico "Piero Zeni" di Lodi, Roberto Manghi e Paolo Signorini (Fontanella - PC), dopo aver sconfitto nella finalissima Davide Ceresoli e Mattia Visconti (Famigliare Tagliuno - BG), si sono aggiudicati la gara nazionale organizzata dalla stessa società in memoria di Luisa e Claudio Amadei e nel ricordo di tutti gli amici e soci scomparsi.

In occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario del sodalizio lodigiano, il profumo del boccismo romantico si è unito alla vivace fragranza delle bocce sintetiche, producendo un mix piacevole e godibile: il folto pubblico, premiando gli sforzi degli organizzatori - primo fra tutti, il presidente Lino Proteo - ha mostrato a più riprese di gradire lo spettacolo offerto dagli atleti, soprattutto nelle fasi finali della manifestazione.

Da sempre, quello che definiamo "boccismo romantico" si collega a doppio filo con l'impegno, la passione e la commozione di chi si adopera per la divulgazione di questo nostro sport: ed ecco che nella nostra mente, accanto alle immagini attuali della "Piero Zeni", scorrevano, come nelle sequenze di un film, le immagini in bianco e nero di una bocciofila che, nata accanto a una parrocchia, si presentava con le corsie all'aperto, caratterizzate dalla superficie in terra.

Corsie capaci di calamitare i ragazzi, attratti non solo dal calcio, ma appunto anche dalle bocce. Corsie che hanno visto all'opera tanti campioni: così diventava per noi un bel gioco rammentare gli accosti millimetrici del "Cina" Franchi o quelli del Micca oppure del Bruno Suardi ("Mister Millimetro"), le raffate precise del Monico, le bocciate del Carlo Figini, volista insuperato, le funamboliche prestazioni del Serafino Gatti (il "Classius Clay" delle bocce) e i tiri tesi e radenti del "campionissimo" Romano Scampoli.

Immagini un po' sfocate dal tempo, certo, ma ancora evocative e dense di emozioni. Questi stessi ricordi si sono affacciati alla mente degli spettatori quando Paolo "Juppiter Zeus" Signorini, nel corso dei quarti di finale, ha pensato bene di effettuare una bocciata delle sue, con un cambio sul posto, e subito dopo, a distanza di pochi secondi, nella corsia opposta, il giovane talento cremasco Mattia Visconti gli ha fatto eco con un'altra bocciata memorabile e identico cambio sul posto.

Due voli di gabbiani planati sulle corsie di gioco e sulle retine degli spettatori, estasiati dalle prodezze dei due volisti.

Applausi nient'affatto contenuti e movimento all'unisono degli appassionati sulle tribune che, stretti stretti, davano l'impressione della risacca: ondate di ricordi, dunque, in un mare di belle sensazioni che hanno stabilito un contatto diretto fra il boccismo romantico di ieri e quello di oggi; insomma, si è venuto a creare nel bocciodromo una sorta di "continuum" spazio-temporale tra il passato e il presente.

Nessun giocatore, tra le formazioni finaliste, ha fatto da semplice comparsa: ognuno ha svolto un preciso ruolo così da comporre il puzzle di questa gara.

Di Paolo "Juppiter Zeus" Signorini abbiamo già scritto, così come di Mattia Visconti, che ci ricorda Ribot, quand'era un giovane puledro di classe purissima.

Roberto Manghi, a nostro avviso, è un compagno ideale per Signorini mentre Davide Ceresoli ha confermato, con le sue doti tecniche, di essere un "apprendista già campione".

Francesco Campisi (Avis Montecatini - PT) è un'altra stella in ascesa nel firmamento boccistico: giocatore deciso e determinato.

Marco "Einstein" Luraghi, pur perdendo nei quarti, ha dimostrato ancora una volta di avere la strabordante personalità del fuoriclasse; con lui giocava Pietro Zovadelli, capitano di lungo corso, il quale si è difeso ottimamente nell'accosto, ma ha purtroppo fallito un paio di tiri decisivi, che potevano capovolgere l'esito della partita.

Un fiume di emozioni anche nel corso della cerimonia delle premiazioni, svoltasi in un salone dove campeggiavano numerose fotografie a testimonianza imperitura dell'importanza della società "Pietro Zeni".

Tra le altre, una che ritrae addirittura Papa Giovanni Paolo II, il "papa sportivo", mentre si prepara ad un accosto.

"Le bocce" - come ha ben sottolineato don Guglielmo Cazzulani, responsabile della parrocchia di San Bernardo - "sono uno sport senza confini, coltivato da anziani e da giovani, da persone normodotate e da portatori di disabilità. Uno sport che non conosce limiti anagrafici e nemmeno culturali e che, più di ogni altra disciplina, diventa veicolo di fraternità e di solidarietà."

Non a caso, la "Piero Zeni", che ha sede presso l’oratorio di San Bernardo, ha il merito di ospitare nel proprio bocciodromo la onlus “No limits”, che avvicina allo sport le persone con disabilità intellettiva.

Anche se - come scrive il cantautore Francesco Guccini - non sono mai sfarzose le sedi delle società bocciofile, tuttavia vi si sente battere il cuore degli uomini e degli sportivi veri; il lusso non conta: a contare sono solo i sentimenti di vera amicizia, di fratellanza e di solidarietà.

Come alla bocciofila "Piero Zeni" di Lodi.

TROFEO DEL 50° ANNIVERSARIO

In memoria di Luisa e Claudio Amadei

Società organizzatrice: Piero Zeni di Lodi

Gara a carattere nazionale - cat. A e B

Iscritte: 136 coppie

La manifestazione si è disputata nella giornata di sabato 2 marzo 2019

Direttore di gara: Mauro Gioia

Assistente al direttore: Gaetano Benzoni

Classifica:

  1. Roberto Manghi e Paolo Signorini (Fontanella - Piacenza) - cat. A
  2. Davide Ceresoli e Mattia Visconti (Famigliare Tagliuno - Bergamo) - cat. A
  3. Massimo Gambazza e Fabrizio Paina (Codognese 88 - Lodi) - cat. B
  4. Francesco Campisi e Fabio Matalucci (Avis Montecatini - Pistoia) - cat. A
  5. Giacomo Ghidoni e Romano Zancarli (Piero Zeni - Lodi) - cat. B
  6. Daniel Palazzi e Danilo Saleri (Arcos BS Bocce - Brescia) - cat. A
  7. Marco Luraghi e Pietro Zovadelli (MP Filtri Caccialanza - Milano) - cat. A
  8. Massimo Gilberti e Maurizio Marazzi (Cavallino - Modena) - cat. B
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