Il movimento boccistico italiano ha una nuova, straordinaria ambasciatrice. Si chiama Greta Bianconi, ha appena affrontato l'esame di terza media e, un lancio alla volta, sta contribuendo a scardinare i vecchi stereotipi che circondano il nostro sport, dimostrando come le bocce siano una disciplina a tutti gli effetti moderna, strategica e amata dalla Gen Z.

Quando è arrivato il momento di scegliere l'argomento per la sua tesina d'esame, Greta non ha avuto dubbi: ha deciso di portare in aula la sua più grande passione. Una scelta che inizialmente ha visto lo scetticismo dei compagni di classe – legati al falso mito delle bocce come "gioco per anziani" – ma che ha letteralmente conquistato la commissione d'esame. I professori sono rimasti sbalorditi e incuriositi nello scoprire una disciplina così strutturata, regolata da una vera e propria Federazione.

 

 

L'APPRODO AGLI ITALIANI - La scintilla per il nostro sport è scoccata quasi per caso, grazie ai racconti della mamma che da bambina giocava in spiaggia con il nonno. Da una semplice locandina nel suo paesino e da una lezione di prova è nato un amore travolgente per le corsie.

La strada iniziale non è stata priva di salite, soprattutto nel confronto con i coetanei, ma la vera rivincita di Greta è arrivata attraverso i risultati sul campo. La prestigiosa qualificazione ai Campionati Italiani ha cambiato tutto: il rispetto e i complimenti dei compagni hanno sostituito le ironie iniziali, dimostrando anche ai più giovani il valore agonistico di questa disciplina.

 

 

LE RICETTE DI UNA CAMPIONESSA - Ad affascinare Greta non sono i trend social o i percorsi scontati, ma l'essenza stessa delle bocce. "Quello che mi affascina di più è la calma e la precisione che ci vogliono mentre si gioca, e adoro ogni strategia che bisogna affrontare durante una partita. Ma soprattutto, amo la disciplina e il rispetto. Rispetto per i compagni di squadra e per gli avversari, che siano giovani o anziani, racconta la giovane atleta, descrivendo perfettamente quel ponte generazionale unico che solo il nostro sport sa creare.

 

 

IL RICAMBIO GENERAZIONALE - A celebrare il percorso di Greta è intervenuto direttamente il Presidente della FIB, Roberto Favre, che ha espresso grande orgoglio per l'esempio dato dalla giovane atleta. "La storia di Greta è la dimostrazione lampante che le bocce sono uno sport incredibilmente frizzante, moderno e accessibile a tutte le età. Stiamo assistendo a un ricambio generazionale straordinario, eppure combattiamo ancora contro il falso mito che questa sia una disciplina riservata solo ad atleti in avanti con gli anni - commenta Favre - Quando una ragazza decide di portare le bocce all'esame di terza media, significa che siamo andati oltre gli stereotipi: Greta non ha solo dimostrato maturità, ma è diventata un'ambasciatrice dei valori di precisione, strategia e rispetto che il nostro sport insegna. È questa la linfa vitale che serve al nostro movimento".

Il cammino di Greta Bianconi è solo all'inizio. Sicuramente un grande merito al percorso di questa giovane atleta va al tecnico Loris Corà dell' ASD Granzette di Rovigo. Il suo costante lavoro ha infatti attirato numerosi giovani del posto a questo sport. Per questa ragione la Federazione Italiana Bocce si stringe attorno a Greta e a tutti i giovani atleti che, con orgoglio e talento, portano in alto il nome del nostro sport.

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