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Ruggero Vilnai è un grande appassionato di sport paralimpico: è stato un atleta di pallacanestro in carrozzina e presidente di una società da lui fondata, da sei anni è un giocatore di bocce paralimpiche e da otto presidente del CIP Veneto, pronto per riproporsi al vertice del movimento sportivo paralimpico della sua regione.

 

“A causa dell’emergenza sanitaria siamo in pochi ad allenarci e due importanti gare dell’Antenore Primavera in programma nel mese di novembre le abbiamo differite al 2021 – afferma Ruggero Vilnai – La speranza di tutti è la fine della pandemia per tornare alle nostre vite. C’è da considerare, inoltre, come per le persone con disabilità i rischi e i disagi siano amplificati e anche il venir meno della pratica sportiva, per noi, rappresenti un ulteriore disagio”.

 

“Da sei anni gioco a bocce – ha spiegato Ruggero Vilnai – La disciplina mi ha sempre affascinato e, per questo motivo, il mio rammarico è l’esserci arrivato, forse, troppo tardi. Anche se sto recuperando il tempo perso, perché, quando posso, sto sempre in campo ad allenarmi. Mi sono tolto anche belle soddisfazioni, come un secondo posto ai campionati italiani e diversi piazzamenti nelle gare che si organizzano sul territorio nazionale”.

 

“C’è anche da dire, comunque, come prima si sia puntato poco sulle specialità paralimpiche nell’ambito boccistico – ammette Vilnai – Negli ultimi anni, con l’elezione alla presidenza della Federbocce di Marco Giunio De Sanctis, la mentalità è cambiata e la FIB sta puntando molto sia sulle bocce paralimpiche che sulla Boccia Paralimpica. Oggi siamo pienamente integrati all’interno delle società e, nel mio caso, all’Antenore Primavera Padova; prima, ad esempio, si pensava come, con le carrozzine, si potesse rovinare il fondo delle corsie di gioco”.

 

“A Padova il movimento paralimpico è abbastanza sviluppato – prosegue Vilnai – All’Antenore siamo una dozzina di atleti, sia disabili fisici che intellettivi, e, sempre a Padova, c’è una società, l’Orange Bowl, che pratica la Boccia Paralimpica”.

 

Ruggero Vilnai, dopo l’incidente in moto, che all’età di 16 anni lo ha costretto su una sedia a rotelle, è sempre stato attivo nel mondo sportivo. Nel 1977 ha fondato l’ASPEA Padova (Associazione Sportiva Paraplegici e Affiliati), dal 2012 l’impegno alla presidenza del CIP Veneto e dal 2014 la sua attività sportiva e promozionale dello sport delle bocce.

 

“La disciplina sportiva boccistica è la più inclusiva – le parole di Ruggero Vilnai – A pallacanestro in carrozzina e nell’atletica paralimpica devi essere comunque giovane per essere competitivo, a bocce invece la carriera sportiva di una persona con disabilità, come del resto avviene anche per i normodotati, è molto più lunga. Io, a 72 anni, posso competere con un ventenne”.

 

“Per giocare a bocce occorrono concentrazione, precisione, sangue freddo e anche istinto – sottolinea l’atleta e dirigente sportivo veneto – Serve anche tanto allenamento per essere competitivo e migliorare nella tecnica e nella tattica”.

 

Nella vita di Ruggero Vilnai anche una parentesi importante da imprenditore. “La mia vita da sportivo paralimpico mi ha regalato anche soddisfazioni professionali – afferma con orgoglio Vilnai – Ho avviato e portato avanti fino a sei anni fa un’azienda di progettazione e costruzione di carrozzine da passeggio e sportive. Quando ho venduto la società, perché volevo dedicarmi allo sport a tempo pieno, da atleta e da dirigente, avevo 35 dipendenti con un fatturato di sei milioni di euro”.

 

“Il nostro movimento è in grande crescita, ma è stato temporaneamente fermato dal Covid – conclude Vilnai – Sono certo che, grazie alla lungimiranza del presidente Marco Giunio De Sanctis, riprenderemo, nel 2021, da dove abbiamo interrotto con un lavoro mirato alla definitiva esplosione delle bocce paralimpiche e della Boccia Paralimpica”.

 

Nella foto in alto Ruggeri Vilnai in azione

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