Ventitré anni, due ori ai Mondiali di Coppia U23 (Alassio e Martigues ndr), un oro nel tiro progressivo agli Europei giovanili U18 (Saint Vulbas, in Francia ndr), un argento mondiale nella staffetta. E’ il palmarès dell’atleta Alex Zoia, classe 1999, portacolori della Maranese, squadra iscritta al campionato di Serie A maschile del Volo. Il giovane di Spilimbergo è il quindicesimo ospite della rubrica di approfondimento “BocceMore”.

Come hai iniziato a giocare a bocce? 

“Da bambino, quando avevo sette anni. In famiglia ci giocavano tutti: i miei due nonni, mio zio e mio padre. Appena hanno potuto mi hanno messo una boccia in mano e da lì ho iniziato e mai più spesso, lasciando anche il gioco del calcio”.

Cosa hai provato dopo aver vinto gli ori in carriera? 

“Un po’ di soddisfazione, anche se non mi accontento. Voglio continuare a vincere, ma per il momento mi ritengo abbastanza soddisfatto”. 

Quale è il tuo prossimo obiettivo sportivo?

“A breve (maggio ndr) ci sarà Italia-Francia, spero di ottenere un bel risultato in quell’occasione, anche perché è il primo appuntamento con la Nazionale Senior. Il secondo è quello di raggiungere la convocazione per il Mondiale Under”. 

Quale potere magico ti piacerebbe avere e perché? 

“Mi viene in mente l’invisibilità, dal mantello di Harry Potter. Mi piacerebbe essere in posti, in circostanze, in cui non posso stare lì. Diciamo fare lo spettatore non pagante. Godermi certe situazioni che non posso vivere”. 

Se potessi cenare con tre personaggi famosi chi vorresti? 

“Sofia Goggia (sciatrice alpina italiana, campionessa olimpica nella discesa libera a Pyeongchang 2018, vincitrice di tre Coppe del Mondo di discesa libera e di due medaglie mondiali ndr), Matilde Gioli (attrice italiana, nome d'arte di Matilde Lojacono ndr) per un gusto estetico personale e Tom Cruise perché sono un grande appassionato della serie ‘Mission Impossible’”. 

Come ti descriverebbero i tuoi amici e/o colleghi? 

“I miei amici mi descriverebbero simpatico e un po’ fuori dalle righe. Perché? Non ho paura di fare o dire qualcosa. Esempio: c’era una ragazza in un tavolo vicino al nostro, io ed i miei amici ci interrogavamo sul suo numero di telefono. Io, senza fare una piega, mi sono alzato e le ho chiesto il numero, senza nessun tipo di problema”. 

Raccontami uno scherzo fatto o ricevuto…

“Noi, ogni tanto, al ristorante Sushi, a chi prende la coca-cola, la allunghiamo con un po’ di salsa di soia (ride nrd)”.


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