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StefanoPegoraro

 

Ci sono fuoriclasse che hanno il solo torto di eccessiva modestia. Sono gli antieroi per indole, poco “reclamizzati”, ma in possesso di doti non comuni. Uno di questi è Stefano Pegoraro, ormai da parecchi anni assiduo frequentatore della galleria dei velocisti. Nella scorsa giornata del massimo campionato del volo, nella prova di tiro progressivo ha colpito 50 bersagli su 51 bocce tirate, eguagliando il record italiano appartenente ad altri due ghepardi della specialità, Mauro Roggero e Marco Ziraldo. Ha fallito la quindicesima bocciata, quella che gli sarebbe valsa il record del mondo raggiunto dai francesi Grail ed Abelfo. Per il ventisettenne nato nelle terre del vino, a Conegliano, come altre eccellenze sportive – in primis Alex Del Piero - , cresciuto boccisticamente nella cantera della Florida, il 2017 è stato un anno particolare. “ Mi è stata data l'opportunità di vestire la maglia della Brb – ha affermato Stefano – ed è stato il massimo a cui potessi aspirare. Non solo una grande soddisfazione, ma motivo di orgoglio per far parte di un club così blasonato”. Per Pegoraro i lunghi anni di militanza nella Pontese, club con il quale si fregiò dello scudetto nel 2014, si erano conclusi con il trasferimento al Belluno, in serie B. “Fu un passaggio senza polemiche. Loro avevano Borcnick e Ziraldo, e quindi erano coperti nelle corse. Col Belluno ho potuto esprimermi a buon livello, arrivando ai punteggi di 48 e 49. Con Opresnik eravamo la miglior staffetta del campionato cadetto. E potevamo fare il salto in serie A se non avessimo perso la semifinale da Rosta. Poi la chiamata della Brb ...”. Club al quale ha già portato 21 punti di rendimento, impegnato sia in staffetta con Emanuele Ferrero (già toccati i 58 su 62) che da solista nel progressivo. Stimoli, motivazioni e determinazione non mancano al giovane metalmeccanico che ricorda con affetto i primi rudimenti boccistici appresi da Angelo Spitelleri, suo primo insegnante. Ora si allena sui campi della Mugnai, a Feltre, grazie alla collaborazione di alcuni amici e qualche “dritta” suggerita dal preparatore atletico della Nazionale, Dario Campana.

 

Nella foto Stefano Pegoraro in azione

 

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