nata nel 2019, l' ASD DIsBoccia,  nuova società del CTT Valle Susa e Pinerolo, sta cominciando a muovere i primi passi nella specialità Paralimpica nei vari tornei nazionali e alla quale vanno i migliori auguri per una profiqua attività agonistica.

 

atleti disboccia

Atleti  DisBoccia Pinerolo : Elisa Gili, Cristina Pancheri e Simone Marino
 
 

La Boccia

ha origini dal più famoso gioco delle bocce, ma si differenzia da esso per alcuni aspetti. E'stata introdotta, per la prima volta, alle Paralimpiadi di New York del 1984 ed è uno sport praticato esclusivamente da atleti con disabilità gravi, quali: cerebrolesioni gravi, tetraparesi spastiche, distrofia muscolare (in tutte le sue forme, come anche quelle di Duchenne, di Becker o dei Cingoli), SLA, gravi amputati e in generale le patologie più gravi.

L'unico strumento necessario per questo sport è  una palla di cuoio di piccole dimensioni e di colore diverso, che nelle bocce è di vari materiali, tutti sintetici, come ad esempio la bachelite, una speciale resina; l'unica variante che è ammessa nella palla da boccia è la maggiore o minore durezza, mentre peso e diametro sono sempre gli stessi. Lo scopo di questo sport, così come nelle bocce, è quello di lanciare le sfere a disposizione il più vicino possibile ad una boccia bianca denominata Jack, la palla target che nelle bocce è il pallino.

Le competizioni di boccia sono considerate "open", ossia sono aperte agli uomini e alle donne insieme ed ha tre modalità di gioco: singolo, dove si gioca al meglio di quattro set ed ogni giocatore ha a disposizione sei palle; in coppia, con tre palle ciascuno sempre al meglio di quattro set; ed infine, la modalità a squadre,  con tre atleti per ogni squadra che hanno a disposizione due sfere a set, per un totale di sei set complessivi.

Alle Paralimpiadi di Londra 2012 hanno partecipato un totale di 104 atleti, in sette diverse competizioni e nello stesso anno, dopo una fase del tutto sperimentale, La boccia è stata riconosciuta anche in Italia come disciplina agonistica e dal 2018, fa riferimento alla FIB, Federazione Italiana Bocce .E’ forse lo sport che maggiormente esprime lo spirito paralimpico fra quelli praticati ai Giochi. La boccia (questa è la definizione corretta delle bocce a livello paralimpico, che non lo fa confondere con un altro sport che, in passato, faceva parte del programma della Paralimpiade, le bocce su prato) permette infatti di essere praticata da persone che hanno magari disabilità gravi o molto gravi: vi sono atleti che, letteralmente, muovono solo la testa. In maggioranza vi sono atleti cerebrolesi, ma anche tetraplegici o con distrofie e condizioni date da malattie neurologiche. Si è divisi in categorie (BC1 e BC3, quella al cui interno vi sono atleti con le disabilità più gravi, permettono un assistente per l’atleta, mentre BC2 e BC4 non lo permettono). Si gioca in squadra o da soli. Non ci fosse questo gioco, un cerebroleso grave non farebbe sport.

La boccia è uno sport molto simile ad un altro sport paralimpico: il bowls (che lo è stato per sette edizioni consecutive dal 1984 al 1996). Si tratta di uno sport che richiede precisione e controllo muscolare, come avviene anche nello sport per normodotati delle bocce, solo che in questo caso gli atleti che lo praticano sono in carrozzina oppure cerebrolesi.

 
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