Sette medaglie udinesi ai Campionati Italiani Giovanili U15 e U18
Simone, Cristian, Riccardo, Tommaso, Nicole, Leonardo, Diego… facendo due conti: sette. Sette come il Settebello, come il sette di denari (o di quadri), che nella Scopa vale un punto fondamentale per la vittoria.
Bene, questi sette ragazzi sono rientrati dai Campionati Italiani Giovanili Under 15 e Under 18 di Envie (CN) con una medaglia al collo.
Un risultato importante, che racconta il valore dei singoli atleti, ma anche il lavoro delle società, degli allenatori e la passione con cui questi giovani stanno crescendo nel mondo delle bocce.
Ecco il loro bottino:
- Simone: medaglia di bronzo nel combinato e medaglia d’oro nella coppia Under 18;
- Christian: medaglia d’oro nella coppia Under 18;
- Riccardo: medaglia di bronzo nella coppia Under 18;
- Tommaso: medaglia di bronzo nella coppia e nel combinato Under 18;
- Nicole: medaglia di bronzo nell’individuale Under 18 femminile;
- Leonardo: medaglia d’argento nel combinato Under 18;
- Diego: medaglia di bronzo nel combinato Under 15.
Insieme a loro, Aurora, Irene, Denise, Martina, Matteo, Mattia, Davide e Simone sono gli udinesi che hanno rappresentato il Friuli Venezia Giulia a questi Campionati Italiani Giovanili.
Il Delegato di Udine si congratula con tutte le società e con gli allenatori che hanno accompagnato questi ragazzi nel loro percorso di crescita, dando loro l’opportunità di confrontarsi e di scendere in campo in una manifestazione così importante.
L’augurio è che questi giovani, una volta tornati sulle corsie dei propri bocciodromi, possano essere un esempio per tutti coloro che quest’anno non sono riusciti a superare le selezioni, ma soprattutto che siano testimoni di come, in occasioni come queste, ci sia qualcosa di magico che va ben oltre un pallino avvicinato o una boccia colpita.
Perché ciò che si porta a casa da un’esperienza come questa non dipende soltanto dal risultato sul campo. Si portano a casa emozioni, nuove amicizie, esperienza, la consapevolezza di essersi messi alla prova e, soprattutto, la voglia di tornare a provarci. E forse è proprio in occasioni come questa che il confine tra sport individuale e sport di squadra sembra scomparire: si scende in campo da soli, ma ci si ritrova sugli spalti a fare il tifo per chi, un attimo prima, era un avversario. Tutti insieme, con gli stessi colori e, di fatto, sotto la stessa bandiera.
Bravi ragazzi!
