La Boccia Paralimpica come opportunità di inclusione – un articolo del Dott. Edoardo Ghezzani
Nonostante le recenti conquiste, le persone con disabilità incontrano ancora molte barriere, soprattutto chi ha disabilità complesse, e la loro partecipazione alla vita sociale rimane parziale. In questo contesto si inserisce il gioco, che è fondamentale per lo sviluppo e rappresenta uno strumento essenziale per favorire l’inclusione e la crescita. Esso permette di vivere il presente, superare stereotipi e di configurarsi come inclusivo. Questo è ciò che afferma nel suo articolo il Dott. Edoardo Ghezzani, ricercatore in Filosofia dell’Università di Pisa, Istruttore Tecnico Paralimpico di 1° livello, collaboratore di Federbocce Toscana e formatore. Un articolo, o meglio una ricerca accademica qualitativa, inserita all’interno di un più ampio volume internazionale, che ragiona e riflette sul tema dell’inclusione anche attraverso la dimensione del gioco. In questo senso si inserisce la Boccia, sport altamente inclusivo perché può essere praticato da persone di età, sesso e abilità differenti e con diverse modalità (mani, piedi, ausili). Favorisce lo sviluppo delle capacità individuali e migliora la qualità della vita anche oltre il contesto sportivo. Grazie alla suddivisione in categorie si garantiscono competizioni equilibrate, mentre in ambito ludico e sociale la Boccia, così come le bocce, può coinvolgere persone con abilità diverse. Oltre a sviluppare capacità come attenzione, precisione e ragionamento, aiuta a superare pregiudizi e stereotipi, promuovendo una vera inclusione.
È la prima volta che su un volume internazionale, che raccoglie vari articoli scientifici di ricerca, un autore italiano tratta il tema della Boccia paralimpica e, soprattutto, della sua dimensione inclusiva.
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