Si è concluso presso la sede FIB Toscana a Firenze il Corso per Educatori Sportivi Scolastici, formativo per gli operatori che agiranno con gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado per i progetti nazionali "Bocciando si impara" promosso da Federbocce, e "Scuole aperte allo sport" promosso da CONI e MIUR, a cui la federazione ha aderito.

La mattina è trascorsa con il saluto del Presidente di FIB Toscana Giancarlo Gosti, che ha introdotto l'iniziativa, e con il primo intervento del Prof. Dario Naccari del Centro Studi FIB Nazionale, che ha parlato dei progetti e del ruolo dell'educatore per esprimere il potenziale educativo ed inclusivo della disciplina bocce nei bambini e nelle bambine in età scolare. La passione del Prof. Naccari ha fatto comprendere alla ventina di partecipanti quanto bene possono fare le bocce ai ragazzi. La tutor regionale Prof.ssa Enza Lombardi ha stimolato gli educatori con esempi di giochi propedeutici alle bocce e finalizzati primariamente al divertimento dei più piccoli, portando la sua notevole esperienza. Il Presidente del Comitato Paralimpico Toscana Dott. Massimo Porciani ha poi parlato di sport e disabilità nell'attività giovanile, facendo conoscere le potenzialità della disciplina per le persone con disabilità di ogni età.

Il pomeriggio ha visto l'intervento del Prof. Franco Rosiello della Scuola Regionale dello Sport del CONI Toscana che ha parlato delle competenze pedagogiche dell'Educatore scolastico, trattando principalmente del rapporto tra educatore e discente nel settore giovanile, suggerendo agli educatori i migliori approcci e i metodi più appropriati per le diverse fasce d'età. Il Prof. Rosiello ha parlato anche dei principi dell'ordinamento scolastico e delle modalità di attivazione del corso, facendo capire come è meglio interagire con le figure del mondo scolastico.

Tutti i corsisti hanno superato l'esame finale, così il Presidente Gosti, soddisfatto e sorridente, ha consegnato loro gli attestati e il kit operativo, ricordando loro la responsabilità che operare coi più piccoli comporta: il divertimento del bambino attraverso il gioco deve essere la loro stella polare.

 

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