"Un'emozione fortissima": questa l'espressione usata dai giovani vincitori del titolo tricolore Under 15 della Raffa.

"Un'emozione fortissima", ad esempio, l'ha provata il 13enne Lorenzo Bocchio, talento cristallino, originario di Tortona (AL), ma cresciuto boccisticamente a Voghera (PV) e a Cremona, alla corte della Canottieri Flora, che ha primeggiato nella specialità Individuale.

"Quando l'arbitro ha decretato in modo inequivocabile la mia vittoria - confessa – per qualche secondo non ho capito più nulla. Poi sono corso subito ad abbracciare mio padre Flavio. Ha sempre creduto in me, del resto, come i tecnici della Canottieri Flora, società in cui mi sento coccolato”.

"Sembrerà strano – aggiunge Lorenzo – ma per due notti consecutive ho sognato che avrei vinto il titolo. E adesso il sogno si è trasformato in realtà. Un giorno, mi piacerebbe emulare Mirko Savoretti e Maurizio Mussini, miei idoli per le doti tecniche e per la correttezza che sempre dimostrano in campo”.

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Ha 14 anni la regina dell'Individuale nella categoria Under 15: si tratta di Rachele Vivenzi, originaria di Castenedolo (BS), portacolori della Inox Macel. Grande talento, gioca a bocce da quando aveva 6 anni.

"Sono andata a Roma – afferma – con l'intenzione di vincere. Ce l'ho messa tutta e alla fine ce l'ho fatta. Ho provato un'emozione fortissima, indescrivibile ed entusiasmante. Voglio dedicare la vittoria alla mia famiglia, all'allenatore Maurizio Rocca e a Fabio Tansella, sempre prodigo di consigli”.

"In ogni caso – conclude Rachele – desidero migliorare: l'obiettivo è poter giocare in futuro ai livelli più alti, magari cercando di ripercorrere la strada tracciata dalla campionessa Elisa Luccarini”.

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I laziali Giulio Lazzarini e Matteo Simeoni - che stanno crescendo alla Boville, sotto la supervisione di Giulio Arcangeli - hanno conquistato il titolo nella specialità Coppia.

"Non siamo partiti con i favori del pronostico – dicono all'unisono – tuttavia siamo riusciti ad imporci grazie alla nostra grinta e alla concentrazione. Orgoglio, felicità e una fortissima emozione: sono i sentimenti che abbiamo provato quando abbiamo compiuto l'impresa”.

Sotto il profilo tecnico, i due giovani laziali hanno stupito gli addetti ai lavori in virtù di una certa versatilità tattica, espressa tramite una frequente inversione dei ruoli che, in qualche frangente, ha disorientato gli avversari.

"Abbiamo giocato in modo spavaldo – aggiungono Giulio e Matteo – e siamo così riusciti ad imporre una strategia vincente".

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Il 14enne cremonese Luca Domaneschi, altro talentuoso prodotto della Canottieri Flora, si è imposto alla grande nella specialità Tiro di Precisione: vittoria che è il frutto di una serie di allenamenti specifici e di una forte passione coltivata da tempo.

"Gioco da quando avevo 7 anni – conferma Luca – e finalmente, dopo aver vinto diverse manifestazioni, è arrivato il tricolore in una specialità che mi piace. Questo successo si è trasformato subito in un'emozione fortissima: d'altronde, si tratta del primo titolo italiano. Non posso fare a meno di dedicarlo alla mia famiglia e agli allenatori: oltre a papà Beppe, ringrazio di cuore Edo Massarini e Luca Bagnacani”.

"Ho sempre seguito con attenzione – prosegue Luca – le gesta sportive del campione soresinese Pietro Zovadelli. Spero, un giorno, di poterne seguire, almeno in parte, le orme boccistiche”.

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Nella categoria Under 15 Femminile, la cecchina più precisa ha il nome di Giorgia Calcabrini: 15 anni appena compiuti, tesserata per la società Baccini di Latina, la ragazza ha pensato bene di concedere il bis: infatti, si è aggiudicata il titolo italiano per la seconda volta nel Tiro di Precisione, cioè nella medesima specialità in cui aveva vinto gli Assoluti nel 2019, a Trevi.

"Il Tiro di Precisione – ammette Giorgia – è una specialità che mi attira poiché mi ritrovo a combattere non tanto contro un'avversaria, bensì contro me stessa, cercando di superare ogni limite”.

"Mi sono avvicinata a questo sport – aggiunge – grazie a una Scuola Bocce che ho cominciato a frequentare all'età di 7 anni. A poco a poco mi sono appassionata. La prima vittoria agli Assoluti aveva confermato le mie qualità. Quest'anno, da un lato, ero più tesa; ma, dall'altro, ero più esperta e preparata. L'ostacolo più duro? Lo spareggio nelle semifinali. Poi il percorso è stato tutto in discesa”.

"Dedico il titolo – conclude Giorgia – a mamma Tamara, alla società Baccini e anche (perché no?) a tutti coloro che non credevano in me e, così facendo, mi hanno spinto a dare tutta me stessa per riconquistare il tricolore”.

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