Quadrifoglio sul tetto d'Europa!
C’è un oro europeo che racconta molto più di una semplice vittoria.
È quello conquistato dalla Quadrifoglio di Fagagna nella Coppa Europa Under 18, al termine della Final Four disputata a Saint-Vulbas, in Francia.
A firmarlo sono stati il “fuori quota” Diego Ridolfo, ancora U15, Lorenzo Fulco, Leonardo Bancheri, Christian Muzzatti, Simone Galletta, Aurora Ziraldo e Mattia Rosati (in prestito dall’A.S.D. Bocciofila Buttrio).
Sono loro i Fantastici 7 (per usare un’immagine dal retrogusto supereroico) che nel fine settimana del 12 e 13 settembre 2026 hanno portato la società friulana sul tetto d’Europa, mettendosi alle spalle il Montélimar padrone di casa, i croati del BK Sveti Jakov e gli sloveni del BK Hrast.
Un sogno? No. O forse sì. Perché quello conquistato dai ragazzi della Quadrifoglio è un risultato storico, incredibile, quasi irreale. E proprio per questo, forse, difficile persino da raccontare senza avere la sensazione di trovarsi dentro un sogno.
Nel dubbio che il nostro sia uno sport individuale o di squadra, uno sport “solo” per vecchi o “anche” per giovani, questi ragazzi sono riusciti a farci dimenticare, almeno per un momento, qualsiasi tecnicismo e qualsiasi stereotipo che spesso facciamo fatica a scrollarci di dosso. Perché mai come in occasioni come questa appare evidente che la vittoria di una squadra nasce dalle individualità di ciascuno, così come quella dei “giovani” diventa possibile anche grazie alla presenza, all’esperienza e alla passione dei “vecchi”. Ed è così che i più “vecchi” (quelli che fino a qualche anno fa appartenevano alla loro stessa categoria) possono diventare guide. Come Guido che, se non altro per il nome, sembrava evidentemente destinato a ricoprire proprio il ruolo di “guida tecnica”. E quelli ancora più “vecchi” possono trasformarsi nel vero motore e nell’anima dell’intero gruppo: genitori, nonni e appassionati al seguito, armati di voce, tifo e, naturalmente, di una buona dose di gastronomia (che oltre confine non guasta mai!).
Complimenti ragazzi!
E complimenti a chi vi ha avvicinati per la prima volta a queste corsie, a chi vi ha allenati e a chi continua ad allenarvi, mettendo a disposizione tempo, pazienza e passione. A chi, tassello dopo tassello, vi ha aiutati a costruire il percorso che vi ha portati prima alla conquista del titolo italiano e poi a calcare un palcoscenico così importante. Perché, se è vero che “un libro non si giudica dalla copertina”, allora, oltre alla bellissima copertina che oggi meritate, vale la pena sfogliarne le pagine per ritrovare i nomi, le immagini e i momenti di chi ha contribuito a scrivere questo percorso. Anche se, lo ammetto, forse le immagini vi piacciono più delle parole… e l’idea di aprire un libro non è detto che vi entusiasmi poi così tanto!
E allora sì: siete davvero i Fantastici 7!
